Sponde

La serie Sponde è il confronto con una meta mai raggiunta.
È la forma che assume ciò che il mare deposita: frammenti di colore, gesti sospesi, angoli che non pretendono di rappresentare nulla ma che sussurrano l’idea di un Sud simile sempre a se stesso. Non ci sono scenografie, ma incontri casuali tra semplicità e disordine, tra luce abbagliante e ombre ostili, tra garbo e volgarità.

Sono fotografie che non cercano una definizione; preferiscono l’incertezza delle cose vive. Ogni immagine è una soglia, un punto in cui qualcosa arriva, qualcosa si allontana, qualcosa resta.

Le sponde non appartengono mai del tutto a una parte sola. E chi su di esse costruisce le proprie vite non smette di assomigliare a quel confine mobile.