
Fino a ieri Taranto non aveva una piscina adatta a far allenare gli atleti olimpici locali. Oggi ne abbiamo due, sul mare, vista tramonto.
I timori alla viglia dei Giochi del Mediterraneo sul futuro utilizzo delle strutture, manifestati ancor prima che esse stesse fossero completate e presentate, l’ho considerato emblematico dello stato di salute depressivo del nostro territorio.
Siamo talmente tanto abituati alle bastonate, alla privazione, al diniego, alla corruzione, che eravamo incapaci di entusiasmarci nel veder nascere qualcosa che non esisteva e che non sarebbe mai arrivato altrimenti, impazienti di confermare un fallimento, la nostra comfort zone.
Il tempo dirà se questo grande evento sportivo è riuscito a deviare, pur di poco, la storia futura di questa città. Mi viene in mente il collega che non ha potuto nascondere la sua emozione nel vedere uno skatepark così bello, proprio nel posto in cui per anni gli skater locali si sono dovuti autocostruire gli spazi.
Non ho illusioni, i problemi sono tanti, incredibilmente radicati e non cancellabili con 14 giorni di stupore, ma conosco il potere persuasivo dello sport, che meglio di tutti sa raccontare grandi storie di rivalsa e inaspettate imprese.




