Eravamo felici, ma non era vero

Le pagine del libro "Un giorno nella vita dell'Italia" ed. Rizzoli, commentato del blog del fotografo Dino Maglie

Cerco spesso di immedesimarmi in un turista, magari extraeuropeo, che viene in Italia per la prima volta e mi chiedo: che cosa mi colpirebbe oggi di questo Paese? Quali foto scatterei da condividere nelle stories? Che idea mi farei di questo popolo virtuoso e disordinato che ha ereditato un patrimonio immenso?

La riflessione si è fatta più difficile quando ho avuto tra le mani questo librone degli anni 90 (Rizzoli), scoperto grazie al post di una persona che era molto entusiasta di averlo trovato per caso in un mercatino. Io ho optato per la tecnologia, chiudendo l’affare a 5,34 euro spese incluse su Vinted, come nuovo.

Le pagine del libro "Un giorno nella vita dell'Italia" ed. Rizzoli, commentato del blog del fotografo Dino Maglie
Le pagine del libro "Un giorno nella vita dell'Italia" ed. Rizzoli, commentato del blog del fotografo Dino Maglie

Di cosa parliamo, innanzitutto

Nel 1990 la Kodak decide di inviare in Italia 100 tra i più prestigiosi fotoreporter del mondo, spargendoli sullo Stivale come origano sulle frise e affidando loro il compito di raccontare la vita degli italiani, ma con un solo limite: tutte le foto dovevano essere scattate nell’arco delle stesse 24 ore. Un giorno, appunto, in Italia, il 27 aprile 1990.

La cronaca di come si è arrivati a realizzare il progetto e di come si è sfiorata una grande perturbazione per il giorno dell’evento è molto divertente e da sola racconta i fasti un settore professionale ormai incenerito.

Le 200 fotografie invece, selezionate tra oltre 100 mila, molte delle quali bellissime, molte ruffiane, molte non totalmente libere da stereotipi – specie quelle dei reporter d’oltreoceano – ci parlano a distanza di quasi quattro decenni di un Paese complesso e con una struttura sociale piena di crepe, ma denso di vita e di colori, che dormiva al sole su una panchina di una piazzetta, in attesa che qualcuno lo venisse a svegliare prima di entrare nel terzo millennio.

Le pagine del libro "Un giorno nella vita dell'Italia" ed. Rizzoli, commentato del blog del fotografo Dino Maglie

A guardarle si potrebbe pensare che siano passati molto più di 36 anni, che il tempo si sia dilatato senza accorgercene.

E infatti al risveglio ci siamo ritrovati senza l’artigianato, il design, la compostezza delle signore al mercato, le culle piene, le lotte sindacali, la vita di strada, la condivisione. Di queste fotografie ci sono rimaste le chiese, anche se ormai vuote, le statue da spolverare negli scantinati dei musei, il divario tra nord e sud, la capacità di ironizzare davanti a un obiettivo così come di fronte a una iella.

Abbiamo ritrovato anche cose nuove e un profumo intenso di Europa ancora in cottura, ma non c’è più nessuno in questa piazzetta.

Poco male, se li avessimo seguiti ci saremmo persi questo tramonto pazzesco.

[a Taranto viene mandato Franco Zecchin, a Martina Franca Marilyn Bridges, ma nessuna foto si trova sul volume. Jim Richardson invece firma la foto scattata a Lecce, l’ultima di questa serie, che è una delle più vere e intense: un uomo tiene una bandiera rossa durante un comizio, sei settimane dopo il congresso di Bologna in cui il Partito Comunista decise di cambiare nome e indirizzo politico.]

Le pagine del libro "Un giorno nella vita dell'Italia" ed. Rizzoli, commentato del blog del fotografo Dino Maglie

Categoria:
Letture
Articolo precedente
Stiamo confondendo la vita lenta con una lenta morte.
Articolo successivo
Sembra una piscina
Post simili