Salvatore, Bisaccia, Irpinia orientale

Salvatore, cittadino di Bisaccia, Irpinia Orientale

Quando Salvatore ha dato il beneplacito agli organizzatori del festival per utilizzare lo slargo della sua abitazione come area food & beverage (panino con la carne e birra), ha voluto e ottenuto solo una promessa: la garanzia che nessuno avrebbe sfiorato una sola foglia delle sue piante. Probabilmente sono un’eredità importante di sua moglie, che è l’unica persona di cui fa fatica a parlarci. Quando gli chiedo se può farmi entrare nella sua casa, che un tempo era uno dei bar di riferimento del paese, ci mostra con orgoglio soprattutto le foto e le storie dei suoi figli, ragazzi in gamba che vivono all’estero dopo aver raggiunto prestigiose posizioni professionali. Accompagnati dal bicchiere enorme di grappa fatta in casa, che alle sei del pomeriggio e a stomaco vuoto non abbiamo potuto rifiutare, Salvatore ci sorprende: ci recita a memoria due poesie scritte da lui in occasione dei due scudetti del Napoli, due ispirazioni bellissime, una totale dichiarazione d’amore per il Sud.

Gli promettiamo di ripassare da lui l’ultimo giorno di Altura Festival per trascriverci quei versi e riusciamo a farlo. È domenica, è vestito in maniera elegante, con una camicia scura e un bel cappello bianco. Registriamo le poesie e poi ci fa accomodare all’esterno della sua abitazione, ci invita a chiamare gli altri del gruppo e prende dal frigo una bottiglia di spumante. Perchè i momenti di condivisione con estranei che diventano amici sono molto rari in questo pezzetto di Irpinia orientale e vanno festeggiati. Ci spiazza ancora raccontandoci di quando è andato a trovare il figlio a Tokyo e poi a Barcellona e mentre ci parla lo immagino a camminare con sua moglie per le strade della capitale giapponese col naso all’insù e a fare paragoni mentali con la metropoli della sua vita.

Arriveranno i suoi nipoti tra qualche giorno e non vede l’ora. Rimarranno poco tempo, ma Salvatore non è un uomo nostalgico, sa che la vita va vissuta, esplorata, presa per le corna e che il rispetto è tutto ciò che conta. Come quello mostrato dall’ex compagna straniera di suo figlio, che saputo della morte di sua moglie prese un volo dalla Svizzera per partecipare ai funerali nel paesello irpino. Bisaccia “la gentile”, come Francesco De Sanctis definì questo borgo sugli Appenini semidistrutto dal terremoto dell’80, il paese di Salvatore, borbonico fiero, poeta per hobby, amante della musica e dell’opera, gentiluomo.

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